Inizio dicendo che quanto scriverò è la mia personale visione, nata dall’interpretazione di quanto esperito e conosciuto fin qui.
La lezione si svolge tradizionalmente in un luogo chiamato “Dojo“: Do è la traduzione del termine cinese “Tao” che rappresenta “la via”, in parte fatta di evoluzione terrena e in parte di trascendenza spirituale; da qui il termine “Jo” = luce. Così l’uomo giunge all’illuminazione, ad una visione più alta del senso delle cose e della vita.
Ci si spoglia degli abiti, si indossa la divisa usata per la pratica, il “Karateji” o “Keikoji” (erroneamente chiamato “kimono”), abbandonando simbolicamente le proprie sovrastrutture mentali e ci si consegna all’arte nella più completa semplicità.
Il saluto, ripetuto all’inizio e al termine di ogni esercizio, ha il compito di sintonizzare il corpo fisico con il corpo metafisico e spirituale.
Le forme di saluto, principalmente due, si chiamano “ritzu rei”, saluto in piedi con inchino, e “zarei”, saluto eseguito stando seduti sui talloni e ripetendo un inchino ancora più profondo. Filosoficamente il primo è connotato in termini meno meditativi del secondo, ma entrambi debbono esprimere rispetto e sincerità.
Sopra le nuvole
Il cuore scandisce il tempo dell’uomo
L’anima senza tempo lo sostiene.
La mente si nasconde alla luce.
Le foglie sugli alberi cadono senza dolore, spariscono senza forma.
Solo nel silenzio cammineremo sopra le nuvole.
Maestro G. B.
Il respiro, il gesto, il tempo e lo spazio
Il respiro, il gesto, il tempo, la distanza, lo spazio.
La verità appare quando smettiamo di costruirla.
Il vero orgoglio è la coalescenza.
Controlla il Tan Tien e non separerai più la vittoria e la sconfitta.
Maestro G. B.
Nella pratica alcuni opposti
- I piedi con le radici, i piedi senza le radici
- La pancia si rilassa dall’interno, la pancia si tende all’esterno
- La schiena si allarga, la schiena si allunga
- Se qualcosa sale, qualcosa scende
- Il moto è interrotto in una spirale senza fine
- L’immobilità è solo apparenza
- Distendendo le vertebre cervicali trovo la leggerezza della mente e del corpo
- Il grado non dà valore all’uomo, bensì è l’uomo che dà valore al grado
- Il progresso nelle arti marziali può essere lontano per mancanza di controllo interiore
- Per trovare il centro bisogna cercare tra i piedi
- Per muoversi al centro bisogna cercare il cielo
“Si è anche quello che non ci si accorge di essere. Importante è essere legati alla ricerca della bellezza in ogni cosa ed alla bontà come principio” –
Maestro G.B.
Sull’Armonia e il saluto nelle arti marziali
“Ogni parte del nostro corpo allineata alle altre contigue crea i presupposti per una prima forma armonica
Il perfezionamento delle tecniche induce un’astrazione gratificante per la mente.
Il respiro calmo, profondo e in sintonia con il movimento del corpo conduce ad uno stato pre-ascetico
Con questi presupposti il saluto cerimoniale prende la forma di mistica predisposizione per una pratica alla ricerca del rispetto, dei limiti conosciuti e dello spazio infinito che li contiene.
- Sollevare il capo ci collega al cielo esterno
- Chinare il capo ci collega al cielo interno
- Kunshi-no-ken: l’arte del pugno è quella di un saggio“
Maestro G.B.
La via della Verità
“La verità ha molteplici aspetti ed un’unica essenza.
Io, non potendo accedere all’essenza, baratto l’aspetto che colgo con la verità essenziale.”
Arrivare all’essenza della verità:
- Il primo passo costituisce la rinuncia alla relativa visione
- Il secondo passo la visione opposta
- Il terzo passo l’attesa della manifestazione
- Il quarto passo la scoperta dell’inutile resiliente
- Il quinto passo la quieta pazienza
- Il sesto passo la bellezza estetica
- Il settimo passo la bellezza intrinseca
- L’ottavo passo l’assenza di giudizio
- Il nono passo l’osservazione contemplativa
- Il decimo passo la gratitudine sincera
- L’undicesimo passo la gratitudine costante
- Il dodicesimo passo l’annullamento
- Il tredicesimo passo la fanciullezza stupita
- Il quattordicesimo passo la maturità ascetica
- Il quindicesimo passo l’espressione dell’immensità
Maestro G.B.
Arti Marziali: sport o scuola di vita?
Le Arti Marziali: sport o scuola di vita?
Le arti marziali nel contesto moderno si sviluppano all’interno di varie organizzazioni di indirizzo precipuamente sportivo, che condiziona lo studio di tutti gli aspetti tecnici previsti dall’arte.
Esistono dei Maestri che portano avanti il programma nella più seria fondatezza, senza però nulla togliere all’impegno e alla serietà di coloro che perseguono tali pratiche sotto il profilo sportivo – G. B.
