L’energia sottile: il KI

Ki Energia sottile

Il Ki è un’energia sottile meno costosa dal punto di vista dell’impegno fisico e più precisa nell’espressione del gesto, la quale, circolando liberamente attraverso i meridiani, rigenera lo stato generale di salute.

Questa energia si coltiva armonizzando la respirazione con le tecniche fino a farle diventare una forma armoniosa perfetta.

Le tecniche nel Karate

Tecniche Karate Parata

La tecnica rappresentativa del Karate è la parata, in quanto:

Karate ni sente nashi” – il Karate non è metodo di offesa

La parata deve quindi indurre all’interruzione del combattimento senza creare danno, se possibile, al proprio avversario

Uke” (parata) deriva dal verbo “ukero“, che si traduce come “accogliere“.

Sapremo col tempo, la pratica e la corretta posizione mentale, come spegnere, deviare o interrompere, a seconda delle situazioni, un attacco diretto contro di noi.

Il Saluto nel Karate

Saluto nel Karate

Inizio dicendo che quanto scriverò è la mia personale visione, nata dall’interpretazione di quanto esperito e conosciuto fin qui.

La lezione si svolge tradizionalmente in un luogo chiamato “Dojo“: Do è la traduzione del termine cinese “Tao” che rappresenta “la via”, in parte fatta di evoluzione terrena e in parte di trascendenza spirituale; da qui il termine “Jo” = luce. Così l’uomo giunge all’illuminazione, ad una visione più alta del senso delle cose e della vita.

Ci si spoglia degli abiti, si indossa la divisa usata per la pratica, il “Karateji” o “Keikoji” (erroneamente chiamato “kimono”), abbandonando simbolicamente le proprie sovrastrutture mentali e ci si consegna all’arte nella più completa semplicità.

Il saluto, ripetuto all’inizio e al termine di ogni esercizio, ha il compito di sintonizzare il corpo fisico con il corpo metafisico e spirituale.

Le forme di saluto, principalmente due, si chiamano “ritzu rei”, saluto in piedi con inchino, e “zarei”, saluto eseguito stando seduti sui talloni e ripetendo un inchino ancora più profondo. Filosoficamente il primo è connotato in termini meno meditativi del secondo, ma entrambi debbono esprimere rispetto e sincerità.

Sopra le nuvole

Il cuore scandisce il tempo dell’uomo

L’anima senza tempo lo sostiene.

La mente si nasconde alla luce.

Le foglie sugli alberi cadono senza dolore, spariscono senza forma.

Solo nel silenzio cammineremo sopra le nuvole.

Maestro G. B.

Nella pratica alcuni opposti

  • I piedi con le radici, i piedi senza le radici
  • La pancia si rilassa dall’interno, la pancia si tende all’esterno
  • La schiena si allarga, la schiena si allunga
  • Se qualcosa sale, qualcosa scende
  • Il moto è interrotto in una spirale senza fine
  • L’immobilità è solo apparenza
  • Distendendo le vertebre cervicali trovo la leggerezza della mente e del corpo
  • Il grado non dà valore all’uomo, bensì è l’uomo che dà valore al grado
  • Il progresso nelle arti marziali può essere lontano per mancanza di controllo interiore
  • Per trovare il centro bisogna cercare tra i piedi
  • Per muoversi al centro bisogna cercare il cielo

 

Si è anche quello che non ci si accorge di essere. Importante è essere legati alla ricerca della bellezza in ogni cosa ed alla bontà come principio” –

Maestro G.B.

Sull’Armonia e il saluto nelle arti marziali

Armonia ed Equilibrio Arti Marziali

Ogni parte del nostro corpo allineata alle altre contigue crea i presupposti per una prima forma armonica

Il perfezionamento delle tecniche induce un’astrazione gratificante per la mente.

Il respiro calmo, profondo e in sintonia con il movimento del corpo conduce ad uno stato pre-ascetico

Con questi presupposti il saluto cerimoniale prende la forma di mistica predisposizione per una pratica alla ricerca del rispetto, dei limiti conosciuti e dello spazio infinito che li contiene.

  • Sollevare il capo ci collega al cielo esterno
  • Chinare il capo ci collega al cielo interno
  • Kunshi-no-ken: l’arte del pugno è quella di un saggio

Maestro G.B.